Dieci anni di attività all’impianto di compostaggio

200.000 tonnellate di rifiuti organici trattati, 50.000 tonnellate di compost distribuito

L’estate 2003 segnò lo spartiacque nella gestione rifiuti prodotti dai Comuni dell’astigiano: il 16 luglio 2003 iniziarono i conferimenti di rifiuti organici all’impianto di compostaggio e dopo dieci anni di esportazione forzata, incominciò la progressiva riconquista dell’autonomia in tema di recupero e smaltimento rifiuti.

L’impianto di compostaggio è il primo tassello del sistema integrato astigiano a entrare in funzione (a seguire vennero attivati l’impianto di valorizzazione, quello di trattamento meccanico biologico ed infine la discarica per rifiuti non pericolosi a dicembre del 2003). In dieci anni di attività sono state lavorate oltre 200.000 tonnellate di rifiuti organici (scarti da cucina, sfalci, potature, scarti da selvicoltura) trasformate in circa 50.000 tonnellate di ammendante compostato misto (compost) prezioso alleato dell’agricoltura. In pratica è stata evitata la costruzione di una discarica grande circa quanto quella di Cerro Tanaro.

Il compost ha contribuito a soddisfare la crescente necessità di sostanza organica che, con il massiccio utilizzo di concimi chimici, non viene più reinserita nei terreni condannandoli al processo di desertificazione ormai in atto da anni, fenomeno che diminuisce la fertilità dei terreni mettendo in difficoltà il settore agricolo.


Con successivi accordi tra GAIA e le associazione agricole (Coldiretti, CIA, Confagricoltura, ATIMA), attraverso il sostegno della Provincia di Asti, della Regione Piemonte e i contributi dei Piani di Sviluppo Rurale che l’Unione Europea ha erogato in questo decennio, il compost è entrato nelle abitudini di molti agricoltori, dimostrando ottimi risultati sulle colture a costi contenuti. Fondamentale è stato il raggiungimento del marchio di qualità che il compost di GAIA ha da subito richiesto e ottenuto: percorrendo tutto l’iter previsto dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori), l’organizzazione che in Italia rilascia il marchio, rispettando i parametri imposti dal disciplinare, GAIA ha fin dall’inizio commercializzato lotti di ammendante con caratteristiche chimico-fisiche costanti nel tempo, sempre rigorosamente controllati, a tutela dei clienti che lo utilizzano.

L’impianto di compostaggio di GAIA non solo ha permesso ai Comuni Soci di risolvere un pesante problema ma ha contribuito allo sviluppo di un’economia legata al recupero. Nel 2003 solo 30 comuni della provincia di Asti avevano la raccolta differenziata dell’umido, oggi sono più 80 (su 115) e dal 2006 l’impianto di GAIA ha lavorato più di 20.000 tonnellate di rifiuti organici provenienti anche da altri bacini (torinese, chierese, casalese …).

I rifiuti umidi sono quelli che causano i maggiori problemi in discarica per l’elevato impatto odorigeno e di produzione di biogas, rappresentano ben oltre il 30% dei rifiuti prodotti e lasciati in discarica producono molta più CO2, causa principale dell’effetto serra. Con l’impianto di compostaggio di GAIA in dieci anni sono state risparmiate al pianeta circa 8.000 tonnellate di CO2 equivalente (40Kg di CO2 per ogni tonnellata di rifiuto lavorato), si sono raggiunti importanti obiettivi di raccolta differenziata (oltre il 60% in molti comuni astigiani, alcuni saliti agli onori della cronaca nazionale quali Comuni Ricicloni) e si è offerto un prodotto di qualità per l’agricoltura.

Asti, 01 agosto 2013
Prot. n. 2013-07552
Comunicato stampa n. 19/2013

Ultimo aggiornamento : 9/10/2013  
A cura di : Webmaster GAIA - Comunicazione  

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